lunedì 23 febbraio 2015

Crank scodinzolosi

Piccoli crank di 5 e 7 cm  rispettivamente dal peso di 7 e 12 g.
Hanno un bel nuoto come da titolo. Sono galleggianti.



Anche questi piccolini di 5 cm dal peso di 6 g sono galleggianti e hanno un profilo leggermente diverso dai precedenti (anche se non si vede).



mercoledì 11 febbraio 2015

Facile carter per sega a nastro

Considerando la pericolosità della sega a nastro, anche se piccola, essendo la mia non dotata di adeguate protezioni ho pensato di costruire questo semplicissimo ma efficiente ed efficace accessorio.
Ho utilizzato un pezzo di lexan (policarbonato) da 2 mm che ho piegato ad "U" 3 mm più largo del supporto degli spingi lama cilindrici. L'ho fatto ad "U" in modo da consentire alla poca segatura che si genera con il lavoro di non stazionare sul punto di taglio. Sui due lati il carter deve sporgere  2 cm oltre il dorso della lama (protezione laterale).
Ho fatto due fori dove alloggeranno i due spingi lama facendo in modo che il centro dei fori fossero a 2 cm dalla base del pezzo di lexan e 1,5 cm  dal bordo superiore, il tutto facendo attenzione che la faccia anteriore fosse ben aderente alla parte anteriore del proteggi lama e che quindi non si piegasse  nel senso di scorrimento del taglio.
Estraendo uno dei guida lama ho inserito il carter nell'altro indi ho reinserito il secondo e ho segnato il punto corrispondente al grano che serve per fermare questo guida lama cilindrico.
Fatto il foro dove segnato, ho rimontato il tutto serrando nella giusta posizione il guida lama.
La protezione fatta è ben solidale e inamovibile con il carter anteriore proteggi lama che mi consente, spostando in su o in giù secondo lo spessore del pezzo da tagliare, di rimanere a 1-2 mm sopra quest'ultimo; così facendo anche in caso di distrazione o per imperizia, di non procurarmi dei danni. Al guida lama, nella parte inferiore, ho tagliato via due pezzetti e l'ho così  allargato a "V" rovesciata  migliorando la visuale di taglio.
Malgrado questo carter di protezione lavorare può essere pericoloso, specialmente su piccoli pezzi o su parti terminali dove non abbiamo più materiale per poter spingere contro la lama il pezzo da tagliare.
Un esempio: quando siamo in fondo  al nostro lavoro avendo scorciato il pezzo da tagliare già a misura e dobbiamo terminare il tagli tipo la coda, non abbiamo più materiale da poter spingere, in questo caso (o simili) è essenziale spingere il pezzo con un altro legnetto a perdere e con l'altra mano, dietro il dorso della lama, tirarlo.
Il lexan , con particolare situazione di luce ambientale, può fare effetto specchio che impedisce di vedere le linee di taglio per cui ho applicato sul coperchio di protezione della puleggia superiore una torcia a led che mi illumina in maniera ottimale la zona di lavoro.

Queste sono le foto che illustrano il carter ed il suo smontaggio.





















mercoledì 4 febbraio 2015

serie Puga

Nuova serie di artificiali che hanno lo stesso profilo pur con dimensioni diverse e con diverse destinazione d'uso. Sono nati dal profilo di una lampuga, da cui il nome, profilo rivisitato e adattato all'uso.

Modello mini Puga. 
Nasce per la pesca a spinning in mare è lungo 10 cm e pesa 18 g.
Ha un nuoto scodinzolante ma la specificità è che unisce anche un buon rollio molto accattivante dovuto alla pinna dorsale volutamente più piccola altrimenti avrebbe influito sulla correttezza del nuoto impedendo lo scodinzolio e l'anello glinder basso contribuisce al nuoto ottimale. Eliminando la pinna dorsale il nuoto perde il rollio e mantiene lo scodinzolio.
Nella trazione lineare affonda massimo 60 cm.






Modello Puga

Non dotato della pinna dorsale nasce per la traina costiera a  poca profondità  se non coadiuvato dal piombo affondante.
E' lungo 145 mm e pesa 50 g. Ha il classico nuoto scodinzolante.



Modello Puga deep

Anche questo artificiale  da traina è simile al precedente ma ha una pala da profondità leggermente piegata anteriormente (pala Shad). La disposizione dei pesi è però diversa dal mod. Puga.
Questo artificiale ha il classico movimento scodinzolante e pesa 55 g.





giovedì 8 gennaio 2015

Artificiali spinning VIBRO

Nuovi nati 2015 per spinning: 10 cm. Nascono dallo stesso profilo ma di altezza 19-22-27 mm per un peso rispettivamente di 13-15-19 grammi e di spessore 15 mm. Hanno un nuoto con uno scodinzolio stretto e vibrante da cui il nome.

Con lo stesso profilo ho fatto anche questi ma per la piccola traina costiera. Sempre lunghi 10 cm con lo stesso comportamento in traina ma affondano notevolmente e dal peso di 25 grammi e spessore 19 mm.


Il rivestimento è fatto con le buste dei regali natalizi e gli incarti dei cioccolatini, tanto per non buttare via niente....

sabato 4 ottobre 2014

Tutorial swim bait traina big lips

Le swim bait, come sappiamo, possono essere fatte con vari tipi di snodi:
- dalla semplice congiunzione dei pezzi con anelli a vite i cui occhielli sono infilati uno dentro l’altro e secondo il tipo di artificiale possono essere accoppiamenti singoli o doppi;
- possono essere fatti con accoppiamento a incastro di uno o due anellini a vite (tenone/i) che s’inseriscono in una o due piccole incavature nel legno (mortasa/e) e il tutto è fermato tramite un pernio di acciaio che trapassa sia il legno sia l’anello/i e consente il movimento dei pezzi;

- possono essere fatti con il mio sistema “Molla” già pubblicato.
Tutti sistemi validi e relativamente facili da fare.

Ho voluto provare un sistema che mi nascondesse completamente la luce fra i pezzi delle swim e che mi eliminasse completamente il rollio dei pezzi posteriori dando così all’artificiale un movimento più naturale, anche se riconosco che, a volte, un po’ di rollio può fare comodo.
Ho riscoperto questo metodo datato e devo dire che richiede una buona dose di manualità e di pazienza costruttiva e non adatto a chi vuole tutto e subito ma i risultati finali sono extra ed estremamente validi anche e soprattutto, per ottenere dei master per stampi di artificiali in resina. Di fatto si tratta di fare una cerniera di solo legno, a parte il pernio.
Il tutorial si riferisce ad artificiali nati per la traina costiera ma può essere logicamente adattato per artificiali più piccoli e personalmente li ho fatti anche di 8 cm di due soli pezzi quindi adatti alla pesca in fiume.

Per un artificiale Big Lips da 16 cm occorre:
-       Listello di legno (ho usato ajous) mm 20 x 40 x 170.
-       Un buon cutter.
-       Un piccolo seghetto a ferro.
-       Un platorello con carta vetrata e carta vetrata a mano.
-       Trapano con punte.
-       Un mini trapano (Dremmel).
-       Una sega per tagliare il profilo, meglio se a nastro, in alternativa può andare bene una sega ad archetto.
-       Bacchetta da saldatura di acciaio inox da 1,5 mm.
-       Filo inox per anelli.
-       Resina epossidica rapida e normale.
-       Stucco.
-       Vari attrezzi comuni.

Questi sono i disegni con le misure e altre informazioni.



Questa è la successione dei processi lavorativi.

Dai disegni ho copiato il profilo (previa stampa della foto con adattamento al formato A4) e le linee verticali dei tagli successivi su di un pezzo di plastica trasparente (ho usato una vecchia lastra radiografica) facendo poi con una punta calda dei piccoli fori su tutte le  linee guida e ho riportato sul listello questi punti.
Tagliato il profilo, lo spiano e dopo faccio i corti tagli verticali.



Sul solito pezzetto di plastica trasparente traccio e poi taglio la maschera delle rastremature.
Traccio l’asse centrale del listello dalla parte più stretta sopra e sotto e riporto le linee delle rastremature con la mascherina appena fatta facendo coincidere perfettamente l’asse di questa con quello sul legno.


Con il platorello inizio a fare le smussature degli spigoli vivi lasciando integra la parte della testa.


Continuo le smussature e le arrotondo sempre lasciando la testa più grande.
Le smussature del ventre sono meno accentuate che quelle dorsali. Di fatto il ventre rimane quasi piatto dando alla sezione verticale dell’artificiale un profilo quasi ovoidale a fondo semi-piatto. Rifinisco bene il tutto.


Questo passaggio può non essere necessario. Con la maschera di plastica riporto il disegno del muso e con un cutter intaglio lungo le linee (molta attenzione per non portarsi via un dito, usare le opportune protezioni).



 Faccio la sede per gli occhi con una punta da legno e rifinisco con carta vetrata fine. Segno la posizione della mortasa. Questo è il muso finito.


Divido i tre pezzi con un taglio preciso.


Faccio dei piccoli tagli con il seghetto (6 o 7) nello spazio disegnato per la mortasa e con il cutter, asporto questo materiale ricavando una sede come da foto.



Sempre con il seghetto creo il tenone che sarà alto quanto la mortasa appena fatta, largo circa 1 cm.  Con il cutter faccio delle incavature sulle pareti laterali della mortasa.


Stondo verticalmente il tenone e le altre superfici, le spiano e rifinisco con carta vetrata fine e una piccola lima.


Come vedete ora i tenoni sono troppo lontani dalla parete della mortasa e non ho spazio sufficiente per fare i fori come spiego dopo.


Dobbiamo fare delle piccole incavature semi circolari nella mortasa per alloggiare il tenone e le faremo con una piccola fresa a palla montata su minitrapano.


Queste incavature devono permettere al tenone di muoversi all’interno ma attenzione a non farle troppo profonde, possiamo sempre aggiustarle dopo quando faremo le prove di movimento. Se necessario le faremo anche sopra e sotto il tenone.


Foriamo i pezzi assemblati con una punta da 1,5 mm. Questo è un momento critico che potrebbe compromettere tutto il lavoro se i fori non fossero ben verticali e corrispondenti, quindi massima precisione. I fori devono avere intorno ad essi 5 mm di legno in tutti i punti.
Solo il foro sul tenone deve essere allargato con una punta da 2 mm in modo che il pernio da 1,5 mm sia perfettamente libero in esso. Fatti i fori, possiamo valutare il movimento dei pezzi e se il movimento non fosse completamente agile per il troppo attrito, interveniamo con il cutter o con la carta vetrata o la fresettina a palla dove i pezzi strusciano fra loro. I pezzi devono cadere liberamente a destra o a sinistra per semplice gravità quando giriamo sul fianco l’artificiale. Quando tutto funziona bene, mettiamo alcune gocce di cianoacrilato (occhio alle dita e non respirare i vapori)in tutti i fori e intorno ad essi  oltre che sulle pareti verticali del tenone e delle parti superiori e verticali delle mortase, questo indurirà il legno dandogli maggiore resistenza. Quando il cianoacrilato sarà ben asciutto ripassare le punte da 1,5 e 2 mm nei relativi fori che con la colla si sono leggermente ristretti. Attenzione a non allargarli o rifarli spostati il che è facile data la nuova durezza del legno.


Montiamo tutti gli anelli a vite e valutiamo quanto piombo è necessario al nostro pescetto perché assuma la posizione che noi vogliamo e se deve essere affondante o galleggiante, ricordiamoci di impermeabilizzare il legno prima di provare l’assetto in acqua.
Nella foto vediamo la disposizione dei piombi e degli anelli ventrali. Inseriamo provvisoriamente i piombi e verifichiamo nuovamente l’assetto e il movimento in acqua con le ancorette attaccate. Se tutto è secondo i nostri desideri, incolliamo gli anelli e stucchiamo i fori dei piombi e degli anelli a ricciolo.



 Questo è il “range” dei movimenti dei pezzi. Notare i fori dove è situato il “ricciolo” degli anellini ventrali già incollati. I perni saranno scorciati alla fine del lavoro di costruzione e saranno appena affondati nel legno.



Per ultimo verniciare i pezzi separatamente, proteggere con due mani di resina epossidica e assemblare scorciando i perni in modo che siano affogati nel legno per ½ mm.

Questo è il risultato del nostro lungo lavoro ma ne vale la pena.