domenica 3 agosto 2014

Squame a modo mio 2.0

Per fare le squame sui nostri artificiali ci sono vari metodi, come sappiamo bene.
Possiamo farle direttamente sul legno in modo 3D, generandole con l’aerografo tramite un’apposita mascherina, tracciandole sull’alluminio autoadesivo.
C’è un altro metodo per farle direttamente sul legno e per riguardo a un altro partecipante al forum che ha avuto la mia stessa pensata (insieme ad altri della serie” ingegno italiano”) che deve partecipare alla gara di autocostruzione, soprassiedo alla sua illustrazione, ne riparleremo a ottobre.
Per quanto riguarda quelle fatte sull’alluminio adesivo, generalmente sono fatte tracciando delle linee intersecanti fra loro formanti dei rombi o utilizzando una barra filettata che, premuta e rotolata sull’alluminio lascia delle righe che, cambiando l’angolazione di rotolamento, forma più velocemente lo stesso disegno del sistema enunciato prima. Altro metodo è utilizzare il manico di un arnese godronato che lascia una puntinatura più o meno fitta.
Vi voglio mostrare un metodo diverso che genera squame semicircolari sull’alluminio (ora sono di moda).
 Si tratta di una serie di tubetti metallici (nel mio esempio sono di ottone di diversi diametri) alloggiati strettamente fra loro e ben saldi nel legno in cui sono inseriti e incollati con colla epox. Questi piccoli tubi devono essere della stessa lunghezza e diametro per ogni serie e sulla parte terminale esterna al manico è stato asportato un pezzettino di metallo in modo da formare una sorta di scalino. Logicamente le parti terminali devono essere perfettamente sullo stesso piano orizzontale e i tubi assemblati fra loro sullo stesso asse. Questo arnese è facile da fare e a noi non manca la manualità.
Per chi, invece, necessita di ulteriori informazioni di seguito illustro il metodo da me usato.
- Un pezzetto di legno di 2x3x7 cm
- Nel centro esatto del lato più stretto fare una fila di fori che iniziano a 1,5 cm di un lato, profondi circa 2 cm e del diametro del tubo. Questa fila di fori sarà lunga in funzione della quantità dei tubetti da inserire (bastano 4) poi uniamo i fori fra loro in modo da avere una cavità continua (come se fosse una mortasa).
- Riempiamo questo canale per ⅔ di epox, quella che usiamo per rifinitura dei nostri artificiali
- Inseriamo i tubetti nella colla serrandoli in modo che non ci sia “aria” fra loro con un piccolo filo di rame/ferro morbido, e per essere sicuri che siano tutti sullo stesso asse applichiamo o una pinza che li unisca tutti in piano o in alternativa serriamoli fra due piccoli listelli di legno (lontani dalla colla). Se la mortasa fosse troppo lunga dovremo spessorare in modo che i tubi siano ben fermi e verticali. Aggiungiamo a raso del legno, se necessario, altra colla. Attendere che la colla sia completamente seccata.
- A colla secca mettiamo il nostro marchingegno in morsa e serriamo leggermente solo i tubetti e con una piccola lima piana spianiamo le eventuali differenze di altezza dei tubetti stessi che devono essere perfettamente in piano fra loro.
- Con una piccola sega a ferro tagliamo per circa 5 mm i tubetti in senso verticale. Il taglio dovrà essere fatto all’inizio del punto di contatto fra i tubi e non a metà perfetta del diametro. Ora tagliamo in senso perpendicolare al taglio precedente in modo da asportare questo pezzetto di metallo. Ripuliamo dalle eventuali sbavature il metallo sia dentro sia fuori.
- Stondiamo e levighiamo il legno che ci servirà da impugnatura durante il lavoro.

Il nostro attrezzo è pronto per fare le squame, è sufficiente premere i tubetti sull’alluminio autoadesivo poggiato su un pezzo di gomma dura ed ecco apparire le nostre squame in serie e ben ordinate. Nelle foto i tubetti sono da 4-5-6 mm di diametro esterno.








Buon lavoro.

domenica 29 giugno 2014

Squame a modo mio 3D



Fermo restando che far risaltare le scaglie, le pinne e le branchie dell’artificiale è solamente un esercizio che gratifica chi lo esegue e non ha utilità effettiva per la pesca, vediamo come farle.
Prima di fare le scaglie 3D su artificiali di legno, che siano essi master oppure no, è necessario stabilire come, dove e se fare gli altri particolari scolpiti se li riteniamo gradevoli.

Deciso di fare questi surplus procedo così: incollo su una vecchia radiografia il modello dell’artificiale completo dei punti di riferimento (pala, occhio), modello con disegnato la branchia e la pinna addominale. Con una punta scaldata su una candela faccio dei piccoli fori lungo i segni della pinna e della branchia come facevano su carta i pittori del rinascimento per i loro affreschi (perché non usavano la plastica…? Bho!)e poi metto la maschera così fatta sul legno e con un pennarello a punta fine segno tutti questi punti che poi unirò fra loro (difficile vero?).

foto 1

Successivamente incido lungo le linee tracciate

foto 2




Con un simil dremmel e un piccolo disco abrasivo spiano gli intagli e li porto quasi sullo stesso piano


foto 3 



Con della carta vetrata rifinisco il tutto.


foto 4



Fin qui niente di nuovo, tutti più o meno lo hanno già fatto. La novità consiste nell’utilizzo di sgorbie spacciate da modellismo e al costo di pochi Euro. Queste sgorbie giocattolo, non sono niente di più, devono essere ben affilate sulla pietra apposita perché tagliano per niente.
E’ importante che taglino bene altrimenti sciupiamo con sfilacciature il legno del nostro artificiale.
Queste sono le sgorbie semicircolari in essere e sono da 4 e 6,5 mm. Possono essere utili anche quelle angolate con il taglio a 90° da me usate sulla parte inferiore delle branchie come si vede nella foto 11.
E’ opportuno creare una sorta d’impugnatura larga per le sgorbie se non vogliamo farci venire le galle sul palmo della mano.

foto 5



foto 6



Per lavorare in sicurezza, il nostro artificiale deve essere ben fissato su di un apposito supporto riutilizzabile e adattabile a forme varie tipo quello che ho fatto e deve essere bloccabile sul piano di lavoro.
Non tenere la mano davanti alla sgorbia mentre lavora!!!

foto 7





La sgorbia deve lavorare con una leggera angolazione e una pressione che incida appena il legno senza togliere il truciolo che crea ma sufficiente a sollevare appena il punto di incisione. Chiaramente si deve partire dalla branchia tenendo inclinata la sgorbia verso di questa. Sembra difficile ma facendo le opportune prove su uno scarto di legno si acquisisce rapidamente la giusta manualità. Se le incisioni delle scaglie non si toccano fra loro si può riprendere “l’errore” basculando la parte tagliente.

foto 8



Come si vede le scaglie sono appena sollevate

foto 9



Dopo 4 minuti esatti di lavoro questo è il risultato su di un solo lato dell’artificiale da 7,5 x 3,5 cm.

foto 10



Se le scaglie fossero troppo sollevate è sufficiente abbassarle passandoci sopra leggermente il manico della sgorbia dalla testa verso la coda e non viceversa.
Per far risaltare solamente il punto d’incisione e non tutta la scaglia la verniciatura dovrà essere fatta con il getto dello spray o dell’aerografo rivolto verso la testa dell’artificiale tenendo quasi parallelo il pezzo con il getto in modo da far entrare la tinta nell’incisione.
E’ importante che tutte le altre azioni e colori di verniciatura siano dati dirigendo sempre il getto dalla testa alla coda. La prima cosa da colorare sono le scaglie in modo da coprire il colore utilizzato (scuro o argento) per evidenziare le incisioni. Così facendo, una volta terminata la verniciatura dell’artificiale, le scaglie si vedranno meglio o meno secondo l’inclinazione con cui guardiamo il nostro lavoro.

foto 11



Questo è il  filmato.