venerdì 4 aprile 2014

Duplicatore artificiali



Nel tentativo di accelerare i tempi di costruzione degli artificiali da pesca in legno ho costruito questo duplicatore semi-automatico.



Costruito principalmente in multistrato di pioppo da 2 cm. Misura cm100x40 e può duplicare artificiali fino a 20 cm di lunghezza.

Questo è il filmato del funzionamento.


mercoledì 12 febbraio 2014

smerigliatrice verticale self made




Nel costruire i miei artificiali di legno ed in particolare i piccoli minnow mi risultava impegnativo dare la giusta stondatura al dorso e al ventre anche con il platorello. Erano più le dita martirizzate dalla carta vetrata in alta velocità che i risultati veloci e omogenei su ambo i lati. Non volevo spendere denaro per acquistare un apparecchio già pronto, decisi di farmi una levigatrice che girasse a non oltre 1000 giri e con il nastro che si flettesse nell'uso facilitandomi il lavoro. Avendo già a disposizione una levigatrice  a nastro combinata con il platorello che ha i nastri da 915 mm di sviluppo e 100 di larghezza e avendo una quantità di nastri usati ma ancora in parte utilizzabili, visto il costo dei nastri da 3 cm di larghezza mi sono detto perché non tagliare questi nastri alla misura che mi interessa? Mi sono dato da fare e ho recuperato gratis un motore da 1/2 hp altrimenti avrei usato come forza motrice un comune trapano elettrico. Con un poco di compensato da 18 mm (costo 15 €) e 5 mini cuscinetti a sfera mi sono fatto il regalino doppio (divertimento e macchinetta). Funziona egregiamente e i miei pesciolini sono costruiti rapidamente con tutte le smussature a regola d'arte e senza ammattire.
Questo è il risultato:





nastro 3 cm di larghezza


pulegge grandi su cuscinetti diametro 10 cm con spalle da 5 mm,
la piccola ha 5 cm di diametro con spalle di 5 mm


ho aggiunto un tendi-nastro a molla



motore 1/2 hp collegato alla puleggia motrice





venerdì 30 agosto 2013

lega ami nodo clinch








Questo è il link del filmato illustrativo

domenica 12 maggio 2013

Minicrank "BIRBA"


Avete presenti quelle palline di legno profumate che piacciono tanto alle nostre donne che le hanno messe in tutte le stanze della casa?
Vedendole mi è frullata per la testa l’idea di farle diventare degli artificiali e in particolare dei crank affondanti per acque interne per la pesca in piccoli torrenti in assenza di corrente. Li ho fatti appunto per questo piccoli da 4-5-6 cm e pesano 10-14-16 g senza ancoretta. Hanno un nuoto scodinzolante proporzionato alle piccole dimensioni e il rollio è appena accennato. Mi hanno impegnato discretamente per trovare la maniera di farli bene e tutti uguali e per questo ho dovuto fare delle mascherine apposite per fare la sede delle pala, e il punto degli occhi ma mi sono divertito e li ho battezzati “Birba” per il loro aspetto.
Questo è il risultato.



domenica 17 marzo 2013

Manovella gira-filo a modo mio


Dopo aver visto il mio sistema “Pettine” per fare gli anellini a vite Cobra style per artificiali da pesca, un amico tramite mail, mi ha chiesto come avevo fatto la mia manovella girafilo.
Non avevo indicato come è fatta perché ritenevo che la sua costruzione fosse una cosa evidente e con questo post risolvo il fatto.
Le particolarità della mia manovella sono due (niente di nuovo sotto il sole):
1) consente di fare una forte trazione per tendere il filo senza ridurre la sua capacità di girare e  senza fare attrito nella mano che lo serra grazie alla rondella ben salda sul fondo e al tubo con il foro di diametro leggermente maggiore (1-2 mm) del diametro del tondino metallico (alluminio, ottone, ferro, acciaio)
2) testine intercambiabili con ganci di diametri diversi per ottenere anellini più o meno grandi quale che sia il diametro del filo inox che usiamo (provato con fili di diametro da 0,6 a 1,5 mm)






salute e saluti a tutti.

giovedì 28 febbraio 2013

"PETTINE" nuovo metodo per anelli a vite



Prendendo spunto dall'idea del filo continuo datami da un amico (Cobra) ho elaborato questo sistema e sono riuscito a fare moltissimi anellini in pochi minuti, fin qui niente di strano vista la manualità di alcuni, ma la novità è che con questo nuovo metodo ho saltato il passaggio di pre-taglio del filo e dell’avvolgimento degli anellini da inserire sull’asse avvolgitore con notevole risparmio di tempo come dovevo fare col mio modello postato precedentemente, perché ho usato il filo direttamente con la matassa completa.
La piccola innovazione che ho chiamato “PETTINE” si può usare semplicemente inserendola in una morsa e lavorare in laboratorio con un trapano a mano o avvitatore (modello tecnico) oppure applicato su di un supporto con manovella per lavorare al caldo sul tavolo di casa (modello hobby ).
L’elemento base è una semplice piattina di metallo con quattro piccoli tagli verticali distanziati di circa 5 mm fra loro con uno spazio di 20mm centralmente. In queste fessure passerà il filo inox che vi si autobloccherà. Lo stesso elemento, ma fatto su un angolare, può essere applicato su un supporto  e frontalmente su un altro supporto c’è un gancio collegato a una manovella che ci consentirà di girare il filo e formare l’anello. Inoltre, per chi non volesse o non avesse la possibilità di costruirlo come illustrato, ho fatto un attrezzino a costo zero, difficoltà costruttiva zero, attrezzi necessari:1 martello (modello economico).
I disegni e le foto credo siano esaustive.











 Le misure dei disegni sono indicative anche se abbastanza precise. Particolare attenzione a far si che la metà della parte verticale del chiodo (il centro della testa del bullone) sia alla stessa altezza della metà inferiore dei tagli della piastrina e esattamente equidistante dai tagli più vicini cioè esattamente al centro dello spazio più largo.  Attenzione anche che la distanza fra la piastrina e il gancio sia all’incirca 6 cm, altrimenti se fosse minore l’anello verrebbe più corto di 3 cm e se fosse maggiore dei 6 cm avremmo degli anelli troppo lunghi con spreco di materiale. L’applicazione della molla consentirà al filo di avvolgersi e in questo movimento consentirà al gancio di avvicinarsi alla piastra mantenendo in tensione il filo stesso. La molla ci consentirà anche di diminuire eventualmente la distanza fra il gancio e la piastra e questo ci farà fare degli anelli più corti, basta prenderci la mano. 






Sulla base ho inserito tre perni (chiodi) da 3 mm di diametro su cui inserisco l’anello appena fatto e taglio a raso del bordo del legno la parte avvolta (idea di Varesotto 64 che ringrazio). Posteriormente ci sono due tubetti di acciaio da 6 mm lunghi circa 4,5 cm che servono per fare gli anelli per il sistema “ Ricciolo” inserendoli nel filo prima di avvolgerlo. Solo in questo caso non si può usare il filo continuo ma occorre preparare gli spezzoni da avvolgere.     




 Il primo anello si ottiene inserendo il filo nei primi due intagli, passare intorno al gancio e andare a inserire il filo negli altri due intagli, girare la manovella fino a completare la formazione dell’anello. Per fare il secondo anello e i successivi invece non si ha la necessità di infilare il filo in tutti gli intagli ma è sufficiente appoggiare l’anello fatto oltre gli intagli dove non dovrà passare il filo dalla matassa. In questo modo l’anello finito fungerà lui stesso da ancoraggio da una parte mentre dall’altra parte scorreremo il filo dalla matassa inserendolo in un solo taglio e piegarlo ad angolo previo il passaggio oltre il gancio. In questo modo si otterrà una catena continua di anelli che taglieremo alla lunghezza voluta quando avremo raggiunto la quantità di anelli desiderata.

Per lavorare in morsa la piattina dovrà essere uguale a quella disegnata anche nei tagli, le dimensioni della piattina saranno: lunghezza a piacere e 40 mm di altezza per consentire l’inserimento nella morsa. L’inserimento del filo e successivo avvolgimento è in tutto uguale a quanto detto precedentemente e come illustrato nelle foto successive.





fatto il primo anello per continuare all’infinito, inserire l’anello fatto nella seconda scanalatura e procedere normalmente.




 Modello economico







Questo è il  filmato illustrativo









Questo è il filmato delle modifiche



martedì 8 gennaio 2013

miscelatore resina epossidica

Qualcuno ha detto che per miscelare la resina epossidica è sufficiente mescolarla piano pianino perché non vi siano inglobate piccole bolle di aria. In linea di massima è vero ma non è sempre  così.
Malgrado le nostre attenzioni possono esserci delle micro bolle di aria che potrebbero guastare il nostro lavoro, specialmente se dobbiamo fare gli occhi 3D, immaginate un occhio con delle bolle di aria all'interno...
Rifacendomi ai rod builder americani ho costruito questo miscelatore con materiale di recupero  e comunque non costerebbe più di 10€ se dovessimo acquistare il materiale.
In particolare ho utilizzato un motorino da micro-onde( fissato al telaio con viti o bulloncini) e del compensato, più colla e piccoli chiodi. Il cavo è quello di un vecchio phon in disuso. Il bicchiere è un tappo di un tubo di scarico (diametro 50mm) ma potrebbe anche essere fatto con una scatoletta metallica o simile.

I disegni e le successive foto non hanno bisogno di spiegazioni.

















E' sufficiente mettere la resina da miscelare con il catalizzatore in un piccolo bicchiere monouso (bicchiere da caffè) e porre quest'ultimo nel bicchiere che ruota, far girare il motore per 5-10 minuti e la resina è pronta e senza bolle d'aria.